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Regime fiscale per Property Manager e host

Regime forfettario per affitti brevi: quando conviene

Il regime forfettario è uno dei regimi fiscali più usati dai property manager italiani all'inizio dell'attività: aliquota 15% (5% startup), coefficiente di redditività 40% sui ricavi, soglia massima 85.000 €. In questa guida vedi quando conviene rispetto al semplificato, gli esempi numerici concreti, e cosa cambia per un property manager rispetto a un host privato.

In sintesi

Aliquota: 15% (oppure 5% per nuove attività i primi 5 anni) sul reddito imponibile.

Coefficiente di redditività affitti brevi: 40%. Il reddito imponibile è il 40% dei ricavi totali.

Soglia massima: 85.000 € di ricavi annui. Sopra, si esce dal forfettario.

IVA: non si applica (né si detrae sugli acquisti).

Quando conviene: se i costi reali sono sotto il 60% dei ricavi. Sopra, valuta il regime semplificato (deduzione costi reali).

Anche con un solo immobile? Sì, sopra circa 15.000€ di transato annuo il forfettario start-up batte la cedolare 21%. Vedi confronto completo →

Esempi numerici di calcolo

Esempio 1: PM al primo anno, regime startup

Property manager neo-aperto con 60.000 € di ricavi annui (es. 15 unità in revenue share):

Ricavi totali 60.000 €
Coefficiente di redditività (40%) ×40%
Reddito imponibile 24.000 €
Aliquota startup ×5%
Imposte sostitutive da versare 1.200 €

Tassazione effettiva: 2,0% sui ricavi totali. Estremamente vantaggiosa rispetto a regimi alternativi nei primi 5 anni.

Esempio 2: PM consolidato, forfettario standard

Property manager al sesto anno con 70.000 € di ricavi:

Ricavi totali 70.000 €
Reddito imponibile (40%) 28.000 €
Aliquota standard ×15%
Imposte sostitutive 4.200 €

Tassazione effettiva: 6,0% sui ricavi. Resta vantaggiosa rispetto al regime semplificato per attività con costi sotto il 60% dei ricavi.

Esempio 3: confronto forfettario vs semplificato

PM con 70.000 € di ricavi e diverse strutture di costi reali:

Scenario costi Forfettario (15%) Semplificato (~30%)* Conviene
Costi 30% dei ricavi (21.000 €) 4.200 € ~14.700 € Forfettario
Costi 50% dei ricavi (35.000 €) 4.200 € ~10.500 € Forfettario
Costi 70% dei ricavi (49.000 €) 4.200 € ~6.300 € Forfettario (di poco)
Costi 80% dei ricavi (56.000 €) 4.200 € ~4.200 € Equivalenti, valuta IVA

* Stima semplificata (IRPEF su scaglioni medi 23-43% + IRAP). I valori esatti dipendono dal tuo reddito complessivo e da deduzioni/detrazioni applicabili. Verifica sempre con il commercialista.

I contributi INPS: la voce di costo che la cedolare non ha

Aprire una P.IVA in forfettario significa anche iscriversi alla Gestione previdenziale corretta. Per gli affitti brevi gestiti come attività imprenditoriale (codici ATECO della famiglia 55.20.5x) si tratta tipicamente della Gestione Artigiani/Commercianti INPS. Il calcolo dei contributi ha due regimi: fino alla soglia del minimale contributivo si paga il contributo minimo annuo; sopra il minimale si paga una percentuale del reddito eccedente. Gli importi esatti del minimale e dell'aliquota cambiano ogni anno: vanno verificati sul sito INPS al momento dell'iscrizione.

Chi rispetta i requisiti del forfettario può richiedere la riduzione del 35% sui contributi. La richiesta non è automatica: va presentata all'INPS al momento dell'iscrizione (modulo apposito) o entro il 28 febbraio dell'anno per cui si vuole applicare la riduzione.

Perché conta nel confronto con la cedolare: la cedolare secca non prevede contributi previdenziali. Quando confronti l'utile netto fra cedolare e forfettario, l'INPS è una voce di costo che esiste solo sul lato P.IVA. È questo che alza la "soglia di pareggio" sopra cui il forfettario inizia a convenire. Il numero esatto della soglia dipende dal codice ATECO usato (perché cambia il coefficiente di redditività) e dall'anno: va calcolato caso per caso con il commercialista.

Pro e contro del forfettario per Property Manager

Vantaggi

  • Aliquota bassa: 15% (o 5% startup) vs scaglioni IRPEF 23-43% del semplificato
  • Calcoli semplici: non serve tenere la contabilità completa
  • No IVA in fattura: ai clienti emetti fatture senza IVA
  • Adempimenti ridotti: meno scadenze fiscali e documenti rispetto al semplificato/ordinario

Svantaggi

  • Costi reali non deducibili: se hai molti costi (personale, software esteri, marketing), il coefficiente fisso al 40% può essere meno vantaggioso del regime semplificato
  • IVA sugli acquisti non detraibile: tutto quello che compri (PMS, software, materiali, etc.) include IVA che resta a tuo carico
  • Soglia 85.000 €: chi cresce velocemente la supera in 1-2 anni e deve cambiare regime
  • Limiti di accesso: alcuni requisiti escludono dal forfettario (es. partecipazioni societarie, alcuni redditi da lavoro dipendente)

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Disclaimer: Le informazioni in questa pagina hanno scopo informativo e si basano sulla normativa italiana al momento di scrittura. Aliquote, soglie e requisiti possono cambiare. Per scelte fiscali specifiche, consulta sempre un commercialista qualificato. Dott.House fornisce strumenti di calcolo ma non sostituisce la consulenza fiscale.

Domande frequenti sul regime forfettario

Cos'è il regime forfettario per gli affitti brevi?
Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato per persone fisiche con partita IVA, con aliquota unica del 15% (5% per nuove attività nei primi 5 anni). Per gli affitti brevi si applica un coefficiente di redditività del 40%, cioè il reddito imponibile è il 40% dei ricavi. La soglia massima di ricavi è 85.000 € annui. È pensato come alternativa semplificata al regime ordinario, senza obbligo di tenere la contabilità completa né di applicare l'IVA.
Chi può accedere al regime forfettario per gli affitti brevi?
Possono accedere le persone fisiche con partita IVA che gestiscono attività di affitti brevi come property manager o host professionali. Devi rispettare alcuni requisiti: ricavi annui non oltre 85.000 €, non aver percepito redditi da lavoro dipendente sopra una certa soglia (verifica il limite aggiornato), non avere quote di partecipazione in società. La normativa cambia, quindi il commercialista è la fonte di verità per il tuo caso specifico.
Come si calcola il reddito imponibile in forfettario per gli affitti brevi?
Reddito imponibile = Ricavi totali × 40% (coefficiente di redditività per affitti brevi). Esempio: 60.000 € di ricavi × 40% = 24.000 € reddito imponibile. Su questi 24.000 € si applica l'aliquota del 15% (oppure 5% se rientri nel regime startup), ottenendo 3.600 € (o 1.200 €) di imposte sostitutive da versare. NON si possono dedurre i costi reali (pulizie, software, ecc.) perché il coefficiente li include forfettariamente.
Forfettario o regime semplificato: quale conviene per gli affitti brevi?
Dipende dai costi reali. Il forfettario è più conveniente quando i costi effettivi sono inferiori al 60% dei ricavi (perché in quel caso il coefficiente al 40% di reddito imponibile gioca a tuo favore). Se invece hai costi alti (personale, software, marketing, costi operativi importanti), il regime semplificato (che permette la deduzione dei costi reali) può essere più vantaggioso. La scelta richiede una proiezione su 12-24 mesi, idealmente fatta con il commercialista.
Il forfettario applica l'IVA?
No. Una delle caratteristiche del forfettario è l'esonero dall'IVA: non applichi IVA in fattura ai clienti, ma di conseguenza non puoi nemmeno detrarre l'IVA sugli acquisti. Per gli affitti brevi questo significa che l'IVA sulle commissioni OTA, sui software gestionali, sui materiali, ecc. resta a tuo carico come costo. Questo è uno dei fattori che pesa nella scelta tra forfettario e semplificato.
Quanto vale il regime startup nel forfettario?
Per i primi 5 anni di attività, se rispetti certi requisiti (es. non aver svolto attività analoga nei 3 anni precedenti, prestazioni non principalmente verso un ex datore di lavoro), l'aliquota scende dal 15% al 5%. Su 24.000 € di reddito imponibile, le imposte passano da 3.600 € a 1.200 € all'anno: una differenza significativa che rende il forfettario startup molto attraente nei primi anni di attività di property management.
Cosa succede se supero gli 85.000 € di ricavi?
Sopra gli 85.000 € di ricavi annui esci dal forfettario nell'anno successivo, e devi passare al regime semplificato (con applicazione IVA, deduzione costi reali, possibilità di detrazione IVA acquisti) o al regime ordinario. Il property manager in crescita deve monitorare la soglia: per un PM con 30+ unità in revenue share, gli 85.000 € si raggiungono rapidamente.
Quanto pesano i contributi INPS in regime forfettario per gli affitti brevi gestiti come impresa?
Per gli affitti brevi gestiti come attività imprenditoriale (codici ATECO della famiglia 55.20.5x) ci si iscrive alla Gestione Artigiani/Commercianti INPS. Sotto la soglia del minimale contributivo si paga il contributo minimo annuo (verifica l'importo aggiornato sul sito INPS prima di pianificare). Sopra la soglia del minimale i contributi diventano una percentuale del reddito eccedente. Chi rispetta i requisiti del forfettario può richiedere la riduzione del 35% sui contributi: la richiesta non è automatica e va presentata all'INPS. La cedolare secca, in alternativa, non prevede contributi previdenziali. Tutti gli importi e i requisiti vanno verificati con il commercialista per il tuo caso specifico.