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Modello + esempio + automazione

Template rendiconto proprietari affitti brevi: struttura, esempio e automazione

Sette blocchi standard, un esempio mensile completo, differenze fra revenue share e sublocazione master lease, calcolo della cedolare maturata. Più: perché Excel funziona fino alle 3 unità e cosa cambia oltre. Materiale di riferimento per property manager, host professionali e commercialisti che gestiscono affitti brevi italiani.

Vedi la struttura

In sintesi

Sette blocchi obbligatori del rendiconto: intestazione + CIN, elenco prenotazioni, ricavi, costi deducibili, netto al proprietario, cedolare maturata (informativa), note e allegati.

Cadenza standard di mercato: mensile, bonifico al proprietario entro il 15 del mese successivo.

In revenue share il rendiconto è dettagliato per prenotazione (il proprietario vede tutto). In sublocazione diventa una semplice ricevuta del canone fisso + calcolo cedolare informativo.

Ritenuta 21% se incassi tu: il PM che incassa i canoni applica per legge la ritenuta del 21% (art. 4 DL 50/2017), la versa con F24 e rilascia la CU; la cedolare si chiude poi nella dichiarazione del proprietario.

Excel funziona fino a 3 unità. Oltre, il problema non è il formato ma la coerenza fra proprietari diversi e le riconciliazioni mensili con le OTA.

Anatomia del rendiconto: i 7 blocchi

Sequenza standard nel mercato italiano. Ogni blocco è opzionale solo se il modello contrattuale lo permette (es. l'elenco prenotazioni si omette in sublocazione).

  1. 1

    Intestazione e identificazione

    Periodo (mese/anno), immobile (denominazione, indirizzo), proprietario, codice CIN, eventuale CIR regionale, dati del PM emittente. Il CIN è obbligatorio dal 2024: ogni rendiconto privo di CIN è un campanello d'allarme.

  2. 2

    Elenco prenotazioni del periodo

    Per ogni soggiorno: data check-in/check-out, numero ospiti, canale (Airbnb, Booking, Vrbo, diretto), prezzo lordo incassato, eventuali extra. In sublocazione si omette (il PM tiene il dettaglio per sé).

  3. 3

    Voci di ricavo

    Lordo OTA, extra fee (pet, pulizie addebitate al guest), tassa di soggiorno raccolta. La tassa di soggiorno è transito a zero margine: indicarla è buona pratica, evita confusioni quando il proprietario vede l'incasso lordo del bonifico OTA.

  4. 4

    Voci di costo deducibili

    Commissioni OTA, pulizie e biancheria, fee PM (% concordata in revenue share), eventuale IVA non detraibile sulle commissioni se il regime fiscale del proprietario lo richiede. Allegare fatture e ricevute dove possibile. Calcolatore commissioni OTA →

  5. 5

    Netto al proprietario

    Ricavi totali meno costi deducibili = netto da bonificare. Indica importo, IBAN del proprietario, data prevista del bonifico. Il proprietario vuole sapere "quanto ricevo" e "quando" prima di tutto il resto.

  6. 6

    Ritenuta 21% e cedolare maturata

    Se il PM incassa i canoni per conto del proprietario (revenue share come qui), applica per legge la ritenuta del 21% sul lordo delle locazioni (art. 4 DL 50/2017), la versa con F24 e rilascia la CU. La ritenuta va esposta nel rendiconto: con cedolare al 21% copre l'imposta, negli altri casi è un acconto da scomputare in dichiarazione. Indicare anche la cedolare maturata aiuta il proprietario a confrontare regimi (vedi forfettario vs cedolare). Errore comune: bonificare il lordo senza applicare la ritenuta quando incassi tu i canoni.

  7. 7

    Note e allegati

    Fatture pulizie, ricevute biancheria, screenshot commissioni OTA, comunicazioni straordinarie (manutenzioni, danni, reclami). La trasparenza documentale riduce i 'perché?' del proprietario e costruisce fiducia per i rinnovi annuali del contratto di gestione.

Esempio numerico: rendiconto mensile in revenue share

Bilocale a Roma, 4 prenotazioni nel mese, gestione PM in revenue share 70/30 (proprietario 70% netto OTA, PM 30%). Proprietario privato in cedolare 21%.

Voce Importo
RICAVI
Lordo OTA (4 prenotazioni) 2.400,00 €
Extra (pet fee, late check-in) 60,00 €
Tassa di soggiorno raccolta (transito al Comune) 120,00 €
Totale ricavi netti gestionali 2.460,00 €
COSTI DEDUCIBILI
Commissioni OTA (~15%) −360,00 €
Pulizie + biancheria (4 turn-over × 60€) −240,00 €
Fee PM (30% sul netto OTA = 30% × 2.040) −612,00 €
Totale costi deducibili −1.212,00 €
NETTO GESTIONALE (PRIMA DELLA RITENUTA) 1.248,00 €
INFORMATIVA FISCALE
Ritenuta 21% sul lordo (2.460 €), versata dal PM con F24 −516,60 €
Bonifico effettivo al proprietario (netto − ritenuta) 731,40 €

Come funziona la ritenuta del 21%

Dal netto gestionale di 1.248,00 € il PM trattiene 516,60 € di ritenuta (21% del lordo, art. 4 DL 50/2017) e bonifica 731,40 €. La ritenuta va versata con F24 entro il 16 del mese successivo, con CU al proprietario a marzo. Per il proprietario in cedolare al 21% copre l'imposta sui canoni intermediati; con cedolare al 26% o IRPEF il conguaglio avviene in dichiarazione. Quando incassano le OTA (Airbnb, Booking), la ritenuta la applicano loro.

Differenze in sublocazione (master lease)

In sublocazione il PM paga al proprietario un canone fisso mensile concordato in contratto, indipendente dalle prenotazioni. Il rendiconto si riduce a una ricevuta del canone:

  • Periodo + immobile + CIN
  • Canone concordato (es. 1.500 €)
  • Eventuali rimborsi spese a carico del proprietario
  • Cedolare maturata sul canone (se applicabile: per il master lease a un conduttore-impresa è un punto dibattuto, verifica col commercialista)
  • IBAN + data del bonifico

Il PM tiene il dettaglio operativo (prenotazioni, costi, margine) per sé: il rischio commerciale è suo. Il proprietario riceve un canone certo, il PM guadagna o perde sulla differenza tra ricavi della gestione e canone pagato.

Quattro errori da non fare nel rendiconto

  1. Costi aziendali del PM scaricati sul proprietario (dipendenti, software, ufficio, marketing). Sono a tuo carico. Se li metti, perdi credibilità non appena il proprietario chiede dettagli.
  2. IVA addebitata al proprietario quando il regime non lo prevede. Verifica con il commercialista: la maggior parte dei rapporti PM-proprietario in Italia non prevede IVA addebitata, ma c'è eccezione per alcune strutture.
  3. Margini PM nascosti dentro voci 'pulizie' o 'manutenzioni'. Se il fornitore pulizie costa 40€ e tu metti 60€ in rendiconto, è un margine PM mascherato. Se scoperto, addio rinnovo contratto.
  4. Tassa di soggiorno trattata come ricavo o costo. È transito a zero margine (la raccogli e la versi al Comune). Indicarla separatamente dai ricavi gestionali evita confusione sul netto.

Quando un Excel non basta più

Per 1-3 unità il template Excel funziona benissimo: copi il file, cambi i numeri, esporti in PDF, mandi via email. Sopra le 5 unità il problema non è il formato, è la coerenza:

  • Ogni proprietario riceve un Excel leggermente diverso (colonne customizzate, formule che si rompono quando inserisci righe)
  • Le riconciliazioni con i report OTA prendono ore al mese
  • I numeri non sempre tornano fra prenotazioni importate dal PMS e quelle nel rendiconto
  • Errori di copia-incolla che il proprietario nota prima di te
  • Tempo speso in formattazione che non aggiunge valore

Approfondimento: Excel vs software dedicato per affitti brevi.

Genera i rendiconti in PDF brandizzato, in automatico

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Domande frequenti sul template rendiconto proprietari

Cosa deve contenere un rendiconto proprietario per affitti brevi?
Sette blocchi standard: (1) intestazione con periodo, immobile, proprietario, codice CIN; (2) elenco prenotazioni del periodo (data check-in/out, ospiti, canale, prezzo lordo, durata); (3) voci di ricavo (lordo OTA, extra, tassa di soggiorno raccolta); (4) voci di costo deducibili (commissioni OTA, pulizie, biancheria, fee PM, eventuale IVA non detraibile); (5) totale netto al proprietario; (6) ritenuta 21% applicata dal PM che incassa i canoni + cedolare maturata indicata separatamente; (7) note e allegati (fatture, ricevute pulizie). Il dettaglio cambia in revenue share vs sublocazione.
Rendiconto in revenue share o in sublocazione: cosa cambia?
In revenue share il PM elenca tutte le prenotazioni del periodo, sottrae le voci di costo concordate (commissioni OTA, pulizie, fee PM in %), e versa al proprietario la quota residua. Il proprietario vede tutto il dettaglio. In sublocazione (master lease) il proprietario riceve un canone fisso indipendente dalle prenotazioni: il rendiconto diventa una semplice ricevuta del canone con eventuale calcolo cedolare. Il PM tiene il dettaglio operativo per sé, perché il rischio commerciale è suo.
Il rendiconto include il calcolo della cedolare secca?
Sì, e non solo: se il PM incassa i canoni per conto del proprietario, applica per legge la ritenuta del 21% sul lordo come sostituto d'imposta (art. 4 DL 50/2017), la versa con F24 e rilascia la CU. La cedolare (21% su un immobile scelto in dichiarazione, 26% sul secondo) si chiude poi nella dichiarazione del proprietario, dove la ritenuta risulta già versata: con cedolare al 21% di norma non resta nulla da pagare sui canoni intermediati. Indicare la cedolare maturata nel rendiconto resta utile per il confronto fra regimi. Vedi guida cedolare 2026.
Quanto spesso si emette il rendiconto?
Tipicamente mensile, con bonifico al proprietario a 30 giorni dalla fine del mese. Alcuni PM emettono trimestralmente per portafogli a basso volume. Cadenza inferiore al mese (settimanale, per prenotazione) è raramente sostenibile per portafogli oltre le 5 unità. Standard di mercato in Italia: rendiconto mensile entro il 15 del mese successivo.
Posso usare un Excel come template per i rendiconti?
Per 1-3 immobili Excel funziona. Sopra le 5 unità il problema non è il formato, è la coerenza: ogni proprietario riceve un Excel leggermente diverso, le formule si rompono quando aggiungi colonne, le riconciliazioni con OTA prendono ore. La maggior parte dei property manager italiani in crescita passa a uno strumento di controllo di gestione che genera i rendiconti in PDF brandizzato in automatico, riusando i dati delle prenotazioni già importate dal PMS.
Cosa NON deve contenere un rendiconto proprietario?
Quattro errori comuni: (1) costi aziendali del PM (dipendenti, software, ufficio, marketing): sono a tuo carico, non addebitabili al proprietario; (2) IVA addebitata al proprietario quando il regime non lo prevede; (3) margini PM nascosti dentro voci 'pulizie' o 'manutenzioni' (rovina la fiducia se scoperto); (4) tassa di soggiorno come ricavo o costo (transito a zero margine, va indicata come 'raccolta e versata al Comune'). La trasparenza paga sul lungo periodo.
Come Dott.House genera i rendiconti automaticamente?
Importa le prenotazioni dal PMS (Krossbooking, Avantio e Guesty via API) e i costi (pulizie, biancheria, fatture). Configuri il modello contrattuale per ogni immobile (revenue share % o sublocazione canone) e i campi del rendiconto (logo, sezioni, livello di dettaglio). Ogni mese clicchi un pulsante e generi il PDF brandizzato per ciascun proprietario, pronto da inviare. La cedolare maturata è calcolata in automatico in base al regime configurato.