Non c'è un'unica percentuale valida per tutte le OTA: ogni piattaforma trattiene una fetta diversa. Sul mercato italiano Airbnb in schema host-only (tipico se usi un PMS) è al 15,5%, mentre Booking parte da una commissione di contratto (spesso ~15–18%) e sale con le promozioni di visibilità. Ma il numero che conta davvero è un altro, ed è quello che quasi nessuno calcola bene: il costo reale, che dipende anche da come l'IVA sulle commissioni si comporta nel tuo regime fiscale. È un punto delicato, dove è facile sbagliare in dichiarazione.
Quanto trattiene Airbnb nel 2026?
Sul mercato italiano, la commissione Airbnb per un host professionale è tipicamente al 15,5% in schema host-only (obbligatorio se usi un PMS), tutta a carico tuo: l'ospite non paga una fee separata e il processing del pagamento è già incluso. A differenza di Booking, non ci sono programmi di visibilità che la fanno salire. Se sei ancora in split-fee (~3% host + fee ospite), la percentuale è diversa. Il trattamento IVA va verificato sul tuo regime (reverse charge/autofattura tipici con P.IVA; per i privati può differire).
Per gli host in host-only è una percentuale standard (intorno al 15,5%), ma il primo passo resta sempre guardare la fattura reale che Airbnb ti emette, non la percentuale "da manuale".
Quanto costa Booking.com a un host?
Booking parte da una commissione base intorno al 15% sul mercato italiano (percentuale di contratto, non un listino unico nazionale). Ma è qui che sale: se attivi i programmi di maggiore visibilità (Visibility Booster, Genius e simili), la commissione effettiva cresce in cambio di posizione, e può arrivare facilmente a ~18–20%+ con i boost di visibilità. Quindi il 15% è il punto di partenza, non quello che paghi davvero.
La commissione Booking, in realtà, è fatta di due voci: la commissione vera e propria (commissione di contratto, spesso ~15–18%, che sale con i programmi di visibilità) e la eventuale fee di pagamento (Payments by Booking.com o costi VCC — non un 1,5% universale): con Payments by Booking.com dipende dal paese; con virtual card il costo è spesso del tuo PSP. Il totale dipende dal contratto e da come incassi. Il trattamento IVA va verificato sul tuo regime.
Come per Airbnb: la percentuale del contratto è un punto di partenza, non la verità finale. La verità la leggi sulla fattura. I costi nascosti specifici di Booking (promo, Genius, no-show, virtual card) li trovi nel pezzo dedicato.
Quanto costano le commissioni OTA a confronto?
In sintesi, le commissioni OTA che paghi come host sul mercato italiano:
| OTA | Commissione (a carico dell'host) |
|---|---|
| **Airbnb** | ~15,5% host-only (con PMS) |
| **Booking** | commissione di contratto (spesso ~15–18%) + boost e fee di pagamento |
Airbnb è prevedibile; Booking no: la commissione effettiva dipende da quali promozioni tieni attive. Per questo il costo vero si legge sulle tue fatture, non su una tabella.
Perché la commissione "vera" del tuo portafoglio non è mai un numero solo
Ogni OTA ha la sua percentuale, ma quella che paghi davvero tu, sull'insieme dei tuoi immobili, è una media, e la media dipende da come si mescolano questi fattori:
- Il mix di canali. Se una parte delle prenotazioni arriva da Airbnb (~15,5% in host-only)
e una parte da Booking (commissione di contratto + eventuali boost e fee di pagamento), la commissione media si sposta in base a chi ti porta più notti.
- I programmi di visibilità (Booking soprattutto) alzano la percentuale in cambio
di una posizione migliore nei risultati.
- Il tuo regime fiscale, che cambia quanto l'IVA sulle commissioni ti pesa davvero.
Per questo la commissione media reale del tuo portafoglio non è una percentuale che leggi da qualche parte: è un numero che si calcola sulle tue prenotazioni, canale per canale. È una delle voci del margine netto, e una delle più fraintese tra i costi occulti degli affitti brevi.
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L'IVA sulle commissioni OTA è delicata: verificala
Autofattura e reverse charge sulle commissioni OTA (per chi ha partita IVA) sono uno dei punti dove si sbaglia più spesso in dichiarazione. Non perché sia complicatissimo, ma perché è silenzioso: la piattaforma non te lo ricorda, e un errore si porta dietro l'intero anno. Se sei privato in cedolare il trattamento è diverso.
Se hai partita IVA, vale la pena verificare che l'autofattura e il reverse siano gestiti nel modo corretto, e che nel calcolo del margine la commissione sia contata al netto giusto, non gonfiata dell'IVA. È il genere di controllo che facciamo insieme in una consulenza: guardiamo le tue fatture reali e ti diciamo qual è il costo effettivo, canale per canale.
→ Prenota una consulenza: scopri il costo reale dei tuoi canali OTA
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