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Costi occulti Airbnb: perché il tuo appartamento guadagna meno

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Quest'anno, sulle commissioni che Airbnb e Booking ti hanno trattenuto, hai pagato anche l'IVA. Se non la recuperi, su 3.000€ di commissioni sono circa 660€ usciti dal tuo margine. Lo sapevi? Quasi nessuno lo mette a bilancio. È uno dei costi occulti degli affitti brevi: le sei o sette voci, tra il lordo e il netto, che a occhio non vedi perché non arrivano ogni mese con una fattura a ricordartele. Messe insieme, sono spesso la ragione per cui a fine anno guadagni meno di quanto pensavi.

Perché il tuo appartamento su Airbnb rende meno di quanto pensi?

Perché confronti l'incasso con i costi che ricordi, ma quelli veri sono di più. Commissioni e pulizie le conti quasi tutti; poi ci sono sei o sette voci più difficili da vedere, che non passano dal conto tutte insieme. Sono quelle a trasformare un immobile che sembra andare bene in un immobile con il margine ridotto all'osso.

I costi occulti degli affitti brevi, uno per uno

  • IVA sulle commissioni OTA. Su quello che Airbnb o Booking trattengono può pesare

anche l'IVA: a seconda del tuo regime fiscale, può restarti addosso come costo. Su 3.000€ di commissioni in un anno, al 22% sono 660€ che quasi nessuno mette a bilancio. Quanto ne recuperi dipende dal tuo regime: è un punto delicato, da verificare con un esperto. (Fai il conto col calcolatore commissioni OTA.)

  • Notti vuote. Il tasso di occupazione non è mai il 100%: le notti invendute non

costano commissioni, ma i costi fissi dell'immobile (utenze base, abbonamenti) corrono lo stesso. Un'occupazione del 60% significa che per il 40% del tempo paghi senza incassare.

  • Utenze pro-quota. Luce, gas, acqua e internet raramente sono legati alla singola

prenotazione: vanno divisi sull'immobile e sul periodo. Se te ne dimentichi, il margine di ogni casa sembra più alto di quello che è.

  • Usura e piccole manutenzioni. Ogni ospite consuma qualcosa: un asciugamano da

cambiare, una tapparella che si rompe, la tinteggiatura da rifare più spesso. Non è una spesa mensile, ma spalmata sull'anno pesa davvero.

  • Setup e arredo, contati nel mese sbagliato. Allestimento iniziale, foto, arredo,

kit di benvenuto: se li conti tutti nel primo mese sembra un disastro, se li ignori falsi il margine. Vanno distribuiti sull'anno.

  • Forniture e consumabili. Carta, detersivi, capsule, cortesie: pochi euro a

soggiorno che su cento soggiorni diventano una voce vera. (Vedi costi delle pulizie.)

  • Il tuo tempo. Messaggi agli ospiti, pulizie da coordinare, imprevisti: non è una

fattura, ma è il costo più sottovalutato di tutti. Se gestisci per altri, è il motivo per cui esiste la tua fee.

Quanto pesano le voci nascoste

Commissioni e pulizie le conti già. Sono le altre a fare la differenza. Ecco quanto pesano di solito le voci che quasi nessuno mette a bilancio, su una casa che incassa intorno ai 20.000€ l'anno (cifre illustrative):

Costo occultoQuando arrivaImpatto tipico/anno
IVA sulle commissioni OTAa ogni prenotazione, invisibile~600-700€
Utenze pro-quotamensile, non per prenotazione~1.500-2.000€
Usura e piccole manutenzioniquando serve, mai pianificata~600-1.000€
Setup e arredo (spalmati)una tantum, spesso ignorati~500-800€
Forniture e consumabilipochi euro a soggiorno~250-400€

Solo queste cinque voci nascoste valgono facilmente 3.450-4.900€ l'anno su un singolo immobile: circa il 17-25% del fatturato che sparisce senza che nessuno te lo fatturi. Il conto completo dal lordo al netto, voce per voce e con le imposte, lo trovi nel pezzo sul margine netto. E se lavori molto con Booking, i suoi costi nascosti sono diversi: li trovi nel pezzo dedicato a Booking.

Come far emergere i costi occulti

Per smettere di avere sorprese a fine anno il modo è semplice da dire e noioso da fare a mano: raccogli tutti i costi, casa per casa, e aggiornali ogni mese, comprese le voci che non arrivano con una fattura. Su pochi immobili puoi tenerne traccia su un foglio. Su molti conviene un software di controllo di gestione che legge i costi dal Cassetto Fiscale e li associa a ogni casa, così i costi occulti smettono di essere occulti. È quello che fa Dott.House.

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Domande Frequenti

Perché il mio appartamento su Airbnb non guadagna quanto pensavo?

Perché confronti l'incasso con i costi che ti ricordi, ma quelli veri sono di più: oltre a commissioni e pulizie ci sono IVA sulle commissioni, notti vuote, utenze pro-quota, usura, costi una tantum e forniture. Messi insieme, riducono il margine a una frazione del fatturato.

Quali sono i costi nascosti degli affitti brevi?

I principali: IVA sulle commissioni OTA, notti invendute con costi fissi che corrono, utenze pro-quota, usura e piccole manutenzioni, costi una tantum di setup spalmati male, forniture e consumabili, e il valore del tuo tempo di gestione.

Quali costi riducono di più il profitto di un affitto breve?

Le commissioni OTA con la relativa IVA, le pulizie sui soggiorni brevi e le notti vuote. Ma sono i piccoli costi ricorrenti e senza fattura (forniture, usura, utenze pro-quota) a fare la differenza tra il margine che credi di avere e quello vero.

Quanto incidono i costi occulti sul margine?

Abbastanza da spostare il netto di diversi punti percentuali. Su un immobile medio, tolti tutti i costi il margine vero è spesso il 20-30% del fatturato, non la metà: gran parte di quella differenza sta proprio nelle voci che ogni mese non ti arrivano con una fattura.

Come faccio a scoprire i costi occulti dei miei immobili?

Raccogliendo tutti i costi per immobile e aggiornandoli ogni mese, comprese le voci senza fattura ricorrente. Su pochi immobili basta un foglio; su molti serve un software di controllo di gestione che li aggrega dal Cassetto Fiscale e li associa a ogni casa. ---

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